| Gli imbroglioni | attore | PLAY! | Anno: 1999 | |
LA TRAMA: Gli imbroglioniDurante i primi anni '30 della Depressione due attori disoccupati s'inventano i modi più strampalati per guadagnare qualche dollaro, sforando spesso nella frode finché, da clandestini, si imbarcano su una nave di folli dove accade di tutto. Stravagante farsa metacinematografica e, dopo Big Night, omaggio del factotum italo-americano Tucci all'unico american dream che si invera, il cinema. In coppia con O. Platt, il produttore-sceneggiatore-regista-attore ripropone le dinamiche e talvolta anche gli sketch di S. Laurel-O. Hardy, B. Hope-B. Crosby, J. Lewis-D. Martin e dei Marx, offrendo spazio come ospiti a W. Allen e a I. Rossellini. Consigliabile soltanto ai fan del comico che hanno lunga memoria. APPROFONDIMENTI: Gli imbroglioni |
RECENSIONI: Gli imbroglioni Anche se non compare nei titoli di testa, è Woody Allen a animare una delle sequenze migliori di Gli imbroglioni, il film con cui Stanley Tucci transita dal terreno della commedia malinconica (Big Night) alla farsa "slapstick". Spingendo ai limiti estremi l'autoironia, Allen interpreta un drammaturgo-regista cui i due attori disoccupati Arthur (Tucci) e Maurice (Oliver Platt) si rivolgono nella speranza di ottenere una scrittura. Durante l'audizione sua moglie, produttrice dello spettacolo, gli telefona per annunciargli che sta scappando con l'amante e che dovrà procurarsi un altro produttore. "Nessuno lo vuole, dicono che è una merda" obietta lui, quindi esce di scena per andare ad ammazzare i traditori.
RECENSIONE Esercizi. L’audizione. Lo stratagemma. Le didascalie si susseguono con ritmo sostenuto introducendo gli sketch comici dei due personaggi principali come in un film muto. Così si scopre che Arthur e Maurice sono due attori squattrinati alla disperata ricerca di un lavoro. Tra i problemi che affliggono le loro giornate c’è soprattutto quello della fame a richiedere una soluzione urgente. Finiti per un equivoco su un transatlantico diretto a Parigi, gli imbranati protagonisti che hanno rubato fisici ed abiti a Stanlio e Ollio e ai fratelli Marx, si trovano costretti a recitare per la prima volta in un ruolo a loro poco congeniale. Quello degli eroi. La nave è infatti un covo di rivoluzionari politici, di reali deposti, di amanti clandestini, di cantanti aspiranti suicidi, di omosessuali e maniaci strani. Con l’aiuto di una capocameriera dalla verve inesauribile ed una serie di figure surreali che interpretano tutte altro da ciò che sono realmente, i due "imbroglioni" riescono a sventare omicidi e colpi di stato, ad unire coppie separandone altre e a sistemarsi persino dal punto di vista economico ed alimentare.
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