| Settembre | regista, sceneggiatore | dvd8 | 1987 | drammatico | |
LA TRAMA: SettembrePer due giorni e una notte in una villa del Vermont, alla fine d'agosto, sei personaggi si confrontano, si scontrano e soffrono. Il nucleo segreto della storia è un rapporto tra madre e figlia; il suo schema di base: A ama B che ama C che ama D. Sotto il segno della malinconia, questa convalescenza della tristezza dalle ombre troppo lunghe, è un dramma crepuscolare a mezze tinte e a porte chiuse di cui, pur lodandone l'esecuzione (la messinscena), molti critici hanno discusso il testo. Film d'atmosfera, documentario sui sentimenti, il 16 film di W. Allen ha 2 coautori: le luci e i colori di Carlo Di Palma e le vecchie nostalgiche musiche di Loesser, Berlin, Porter, Kern con Art Tatum e Bernie Leighton al piano. LA TRAMA LUNGA: SettembreVerso la fine dell'estate, un gruppo di amici si ritrova in una casa di campagna. La proprietaria è Lane, una donna che vive un rapporto tormentato con la madre Diane, una ex-attrice che ha deciso di affidare la stesura della propria biografia a Peter, un pubblicitario. Stephanie, un'amica di Lane, prova una segreta attrazione per Peter, del quale si è invaghita la stessa Lane. Quest'ultima è a sua volta desiderata da Howard, un maturo professore di francese. Al gruppo si unisce Lloyd, un fisico, l'ultimo amante di Diane. Quest'ultima rimprovera alla figlia la mancanza di ottimismo e le spese sostenute per lo psicanalista. Scoppia il temporale e manca la luce. Peter corteggia Stephanie, che si schermisce. Howard si dichiara a Lane mettendola in imbarazzo. La donna gli rivela che ha intenzione di vendere la casa. Torna la luce. Peter e Stephanie si incontrano ancora e passano la notte nella foresteria. Il mattino seguente arrivano gli acquirenti della casa. Lane, sconvolta, scopre Peter e Stephanie abbracciati. Diane si oppone alla vendita della casa e scoppia una lite furiosa. Lane rinfaccia alla madre di averla usata per coprire l'omicidio di un suo amante. Torna la pace. Viene il momento di partire. Peter e Stephanie si lasciano; Lane prepara con Howard l'atto di vendita della casa. APPROFONDIMENTI: |
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Budget: $10m (USA) PREMI E RICONOSCIMENTI:enessuno
CURIOSITA': Settembre
RECENSIONI: SettembreCommento da "Il Mereghetti 2000": Secondo film di Woody Allen solo regista e unico sceneggiatore, non è un grande passo avanti rispetto a "Interios": manierismi cechoviani e bergmaniani, un gran parlarsi addosso, e silenzi che dovrebbero essere significativi. Quando salta la corrente, il direttore della fotografia Carlo Di Palma può mostrare quanto è bravo. Non si capisce perché i casi di Farrow e Stritch richiamino tanto quelli di Lana Turner e Johnny Stompanato. Durante la lavorazione Allen ha cambiato più volte alcuni attori. al posto di Waterson aveva provato, senza essere soddisfatto, Christopher Walken e Sam Shepard.
Commento da "FilmTv": Il più "intimista" dei film di Allen, percorso da un fuoco che brucia sotto la cenere. Finissima indagine psicologica, in una narrazione tanto apparentemente semplice quanto ricca, nella sostanza, di problematiche avvincenti. Interpreti di altissima resa.
Recensione da "Lankelot.eu": A quasi dieci anni da Interiors, Woody Allen dà vita al suo secondo film “bergmaniano”. Nella cornice di una casa di campagna nel Vermont, in una giornata di fine agosto, sei persone si trovano a trascorrere una serata insieme. Stephanie (Diane Wiest), ospite dell’amica Lane (Mia Farrow) per l’intera estate, è una donna con un matrimonio in crisi e due figli che la attendono. Lane, donna insicura e insoddisfatta, vive un rapporto conflittuale con una madre (Elaine Stricht) le cui scelte di vita ne hanno segnato profondamente l’esistenza (un fatto di sangue dai risvolti poco chiari). Tra i convenuti, oltre al fisico Lloyd (Jack Warden), ultimo marito della madre, vi è anche Peter (Sam Waterston), giovane scrittore in crisi d’ispirazione di cui Lane è innamorata. Peter, dopo aver flirtato assai platonicamente nei mesi estivi con la padrona di casa, svela a Stephanie di essersi innamorato di lei da subito. Il sentimento è sostanzialmente contraccambiato, ma la condizione di precarietà familiare non consente alla donna di lasciarsi andare. E poi c’è l’amica Lane, come potrebbe tradire la sua fiducia dopo averne condiviso il disagio e le intime confidenze sull’uomo? Lungo la serata però, i nodi verranno al pettine: Stephanie e Peter si avvicinano sempre più e, nonostante un primo tentativo di resistenza della donna, si lasciano andare ad un bacio, inconsapevoli della presenza di Lane. In più Lane ha modo di liberare la sua rabbia nei confronti di una madre annebbiata dall’alcol e dal proprio egoismo. Tutto crolla e, sulle ceneri dell’accaduto, nulla sembra poter rinascere a nuova vita. Agosto - portandosi via l’estate - sta finendo, settembre è in arrivo…Girato in un arco temporale di ventiquattrore e interamente nelle mura domestiche, Settembre è un film dal solido impianto teatrale. Come accennato in fase d’introduzione, l’atmosfera è prossima a quella di Interiors, forse ancor più intimista, rigorosa e bergmaniana. Le suggestioni attinte da Ingmar Bergman richiamano varie pellicole, tra le quali, certamente Persona, Come in uno specchio e Sinfonia d’autunno. Ma è in generale tutta l’opera del maestro scandinavo ad essere qui omaggiata: una splendida fotografia intima (dell’ottimo Carlo Di Palma, che lavorò spesso con Allen tra gli Ottanta e i Novanta), dei dialoghi serrati ma affatto verbosi o sincopati (come quelli dell’Allen da commedia. Piacevoli e intelligenti ma non adatti a questo ritmo e questi temi) , tempi dilatati in una durata essenziale (83 minuti è più o meno la durata consueta alle opere di Bergman), misura degli attori ed un cinema-teatro degno del Maestro - e non solo: come in Interiors, è evidente l’influenza di Cechov.
Totalmente ossessionato dalle perfezione stilistica - dopo aver girato il film una prima volta, cambiò addirittura mezzo cast e si rimise al lavoro daccapo - , Allen, però, si dimentica l’ironia: qui non ce ne è nemmeno un grammo. E gli spettatori, meno avvezzi alle divagazioni bergmaniane, non glielo hanno perdonato. Settembre infatti incassò pochissimo ed è considerato un film minore della sua ricca filmografia, una pellicola che non lo rappresenta. Niente di più errato, a mio modo di vedere, perché Woody Allen ha dimostrato nella sua lunga e brillante carriera di essere un autore duttile, sperimentatore sapiente ed intelligente. Troppo facilmente lo inquadriamo nel genere comico-commedia, sia pure sarcastica e colta, ma non meno dignità hanno queste sue incursioni nel dramma da camera; genere che ha sempre padroneggiato con maestria, misurando con equilibrio la distanza da mettere con la commedia.
CITAZIONI: Settembre
CREDITI COMPLETI: SettembreDirected byWoody Allen Writing credits Cast (in credits order) Produced by Cinematography by Carlo Di Palma Film Editing by Susan E. Morse Casting by Juliet Taylor Production Design by Santo Loquasto Art Direction by Speed Hopkins Set Decoration by George DeTitta Jr. Costume Design by Jeffrey Kurland Makeup Department Production Management Second Unit Director or Assistant Director Art Department Sound Department Other crew |